Buon RuHana day!!! Quanto mi piace questo pairing!!! Assolutamente sublime!!!
E colgo l'occasione per ringraziare la divina Najka, che ha ripreso "You are my Blood", la saga regina fra le fanfic...Lei è sempre la migliore!!!

 


Con l'amore io voglio giocare

di Hymeko

 


"Non ci credo...questa è una persecuzione!!!"
Rukawa si bloccò, la tessera magnetica della porta della sua cabina ancora in mano.
"Maledetto volpino perché devi sempre essere in mezzo?!"
"Hn"
"E rispondi come una persona civile!!! Oh quanto di detesto!!!"
Sakuragi si voltò, sbraitando contro il mondo intero che lo aveva rinchiuso lì, con la stupida volpe. Si gettò un asciugamano sulla spalla, e prese a calci le porte dell'ascensore, per farle aprire:
"E ti dai una mossa maledetto coso? Apriti che non lo voglio più vedere!!! E tu non provare a starmi fra i piedi anche qui, mi sono spiegato?! La stagione della caccia alle ragazze è aperta, non ti voglio a rompermi le scatole!!!"
Rukawa lo osservò divertito, senza dire nulla, mentre un'idea brillante si affacciava nella sua mente. Appena l'ascensore giunse al piano, corse a raggiungerne l'entrata, e si infilò dentro prima che le porte potessero chiudersi. Schiacciò un pulsante a caso, appoggiandosi contro gli sportelli...il tutto, davanti agli occhi sgranati del rossino.
"Ma ma ma...ma tu sei scemo!!! Non hai sentito quello che ti ho appena detto, stupida volpe?"
"Idiota, non urlare. Primo, non prendo ordini da te. Secondo, sono qui per proporti un patto"
"E perché mai dovrei scendere a patti con te?!"
ringhiò Hanamichi, trattenendosi a stento dallo strozzarlo...avrebbe avuto qualche problema, a nascondere il cadavere nell'ascensore.
"...per la stagione della caccia alle ragazze, naturalmente...non ci riuscirai mai da solo"
"Io non ho bisogno del tuo aiuto!!! Le ragazze cadranno ai miei piedi attratte dalla mia bellezza!!!"
Rukawa sbuffò, agitando infastidito una mano:
"Ma davvero? Come le cinquanta...anzi, cinquantuno che ti hanno detto no ultimamente?"
Dalle orecchie di Hanamichi iniziò a fuoriuscire una densa nube di fumo nero, mentre la sua pelle si incendiava:
"T-Tu! Io io io io..."
"Mi odi, sì lo so. Del tutto reciproca la cosa. Ma...credo che sia l'ora di mettere in pausa questo sentimento...momentaneamente, ovviamente"
Rukawa non mostrò il divertimento che provava, nel vedere l'altro azzannarsi il labbro inferiore per non esplodere. Semplicemente, scosse la capigliatura nera, accarezzando soavemente i pulsanti dei piani.
"C-Che cosa vuoi maledetto?"
La bocca non si contrasse, ma in sé il moro sorrise...l'aveva accalappiato.
"Andiamo, adesso ti spiego"
L'ascensore era arrivato a destinazione, aprendosi nel corridoio vetrato che portava verso la maestosa piscina del ponte più alto della nave. Lo guidò in silenzio fino a raggiungere due sdraio un po' appartate, seguendo il perimetro esterno della distesa di lettini, senza passarci in mezzo.
"Perché abbiamo fatto il giro lungo?"
si lamentò il rossino, visibilmente impaziente.
"Do'hao...non era ancora il momento di attirare l'attenzione"
"Ti decidi a parlare? Mi sto stufando!!!"
"Guarda e impara, do'hao!"
"Non chiamarmi così!!!"
Rukawa non gli diede retta, e tirò fuori una microcamera digitale, appoggiandola sulla sdraio e puntandola verso il minibar dall'altro capo della piscina.
"Zitto e guarda"
Hanamichi inclinò la testa, molto più curioso di quanto dimostrasse...il comportamento della volpe era davvero strano...Rukawa raggiunse il bar, riempì due bicchieri di Coca e ritornò da lui, lo sguardo fisso davanti a sé, il sole che gli baciava i capelli e la pelle.
"E allora?"
"Siediti"
gli ordinò seccamente l'altro, sdraiandosi al suo posto.
Hanamichi finse di obbedire a malincuore, stendendosi sul fianco.
"Guarda"
Rukawa gli tese la microcamera, e Hanamichi vide ciò che aveva registrato.
"Stupidissimo volpino! Ti ho già visto camminare!"
"Do'hao! Non me! Le ragazze!"
Il rossino ripartì da capo, e osservò...tutte le ragazze, e non solo...sbavavano letteralmente per Rukawa. Era più umido lì, fra le sdraio, che in piscina...
"Fossi in te starei attento a quella nonnina laggiù...penso sia una fanatica della caccia alla volpe"
ridacchiò, pensando che sarebbe stata una gran soddisfazione, vederla correre dietro all'impassibile compagno.
"Idiota...adesso provaci tu"
"Eh?"
"Provaci tu, vai a prendere del ghiaccio e vediamo quante ne fai morire disidratate"
Il viso del rossino si allargò in uno splendido sorriso:
"È una sfida, volpino? Bè, osserva il Genio!"
e ridendo sguaiatamente come al solito, Hanamichi s'incamminò fra le sdraio.
Risultato...nessuna lo schifò.
"Maledetto volpino...hai manomesso la telecamera!!!"
"Do'hao! Sei tu che non sai gestirti!"
"Cos'hai detto?!"
"Che è solo colpa tua se le ragazze ti rifiutano! Datti un contegno e andiamo insieme!"
"Ma..."
"Muoviti idiota!"
"Non chiamarmi idiota!"
I bicchieri erano ormai vuoti, così i due li riempirono di nuovo...Rukawa aveva un'espressione meno altera del solito, mentre Hanamichi, un po' rabbuiato, imbronciava deliziosamente il labbro inferiore.
"Guarda adesso"
Hanamichi si irrigidì, mentre le immagini scorrevano dinanzi ai suoi occhi. Le stesse ragazze che prima non lo avevano guardato, ora...lo osservavano ridacchiando, additandolo quasi come facevano con Rukawa.
"Ehi..."
"Visto? Avevo ragione o no?"
Il rossino fissò il compagno, e di nuovo lo schermo:
"Ok...a che gioco stai giocando? Di che patto parlavi prima?"
Rukawa bevve un sorso, osservandolo divertito dal bordo del bicchiere...quel buffo do'hao non avrebbe mai saputo resistere alla sua proposta.
"È molto semplice...voglio che finché siamo qui, ci fingiamo ottimi amici"
Rise, davanti agli occhi spalancati dell'altro. Che subito tornarono seri, mentre si rendevano conto che quella risata...
"...era falsa. Non hai riso sul serio...perché?"
"Non capisci, vero?"
Hanamichi scosse la testa...perché l'altro si era improvvisamente obbligato a ridere? Perché si comportava come fossero amici? Perché quella proposta?
"Come hai capito che ho riso forzatamente?"
"I...tuoi occhi erano gelidi, come al solito..."
Rukawa annuì, compiaciuto:
"Esatto...ma solo tu che mi conosci, puoi saperlo. Questa gente detestabile pensa invece che io mi stia divertendo"
Il rossino inclinò la testa, mordicchiandosi una nocca. A dirla tutta...iniziava a preoccuparsi.
"Se non vuoi stare in mezzo a loro, perché non te ne stai a letto a dormire, come fai di solito?"
"Perché mia madre non me lo permetterebbe mai"
"Tua madre? Sei qui con lei?"
Il volpino sbuffò, stiracchiandosi:
"Sì, dato che lavora sempre, ha voluto fare questa crociera con me, per starmi vicino...ma sicuramente se ne starà da qualche parte con il/la suo/a nuovo/a amico/a"
"E io che c'entro?"
"Bè, lei vuole che mi diverta, che mi faccia degli amici..."
"E tu vorresti usare me per far vedere a tua madre che non passi tutto il tempo da solo?"
"Esatto"
Quella semplice conclusione lasciò Hanamichi gelato...
"Ma come puoi parlare così? Sarà solo una farsa, mentre tua madre vuole che tu..."
"Mia madre non sa nulla di me. Lei vive per sé e basta. Dato che non è mai a casa vorrebbe mettersi a posto la coscienza, ma siccome non ne è capace fa fare il lavoro agli altri. Se si interessasse davvero al sottoscritto rimarrebbe lei con me, invece che impormi di farmi dei nuovi amici"
Hanamichi deglutì...il ghiaccio nelle iridi gli aveva contagiato anche la voce...rabbrividì, allontanandosi inconsciamente da lui.
"E io che ci guadagno?"
Non aveva il coraggio di chiedergli del suo rapporto con lei...
Rukawa indicò con un cenno le ragazze che ancora sbavavano, sospirando e adorandoli.
"...ok. Ci sto"
Il moro annuì, compiaciuto...sapeva che l'altro avrebbe accettato.
"Bene, dato che sai con chi sono io, inizia dicendomi con chi sei venuto tu"
"Indovina un po'? Mia madre!"
ridacchiò il rossino, stendendosi mollemente sulla sdraio.
"È un po' che continua a lamentarsi del fatto che sono sempre stanco quando torno a casa, che rientro tardi e le solite cose da madri...insomma, visto che il mare mi ha sempre fatto bene, mi ha portato in crociera così ne sarò circondato e potrò sia rilassarmi che divertirmi"
"Molto entusiasta, a quanto vedo..."
mormorò lugubremente il volpino.
"No, non è che mi spiaccia...però avrei preferito andare al mare con Yohei, gli altri e soprattutto Harukina cara..."
"E il Gorilla te l'avrebbe di certo permesso...comunque, evviva la coerenza, eh?"
"Che vuoi volpino?"
"Harukina cara..."
lo scimmiottò Rukawa
"...e la stagione di caccia alle ragazze vanno molto d'accordo, a quanto vedo!"
Hanamichi avvampò, e si girò sull'altro fianco:
"Tu inizi a parlare troppo!!! Io lo faccio solo per capire i loro gusti, per poter far felice meglio lei!!!"
"Sì sì"
Se si fosse voltato, avrebbe visto sul viso pallido un accenno di sorriso...vero, stavolta.

"Però non è giusto!"
"Hn?"
Hanamichi mordicchiò il cappuccio della penna, scarabocchiando un pallone da basket sul quaderno.
"Perché dobbiamo fare i compiti anche in vacanza?"
Rukawa sbadigliò, resistendo appena alla fortissima tentazione di appoggiarsi al tavolo e dormire:
"Perché se no rischiamo di non giocare più a basket"
"Aaarrrggghhh!!! Lo Shohoku non potrebbe andare avanti senza di me!!!"
"...proprio"
"Gggrrr...maledetto"
Hanamichi lo guardò storto, ma si concentrò di nuovo sul compito di matematica, tentando di cavarne qualcosa. Non poteva mettersi a litigare...quel bel volpino -ormai l'aveva ammesso, che era proprio bello- gli serviva!!!
Il silenzio tornò nella biblioteca della nave, molto più frequentata da quando i due ragazzi vi si erano insediati per studiare.
Rukawa tirò un colpetto al piede del compagno, e gli accennò le ragazze sbavanti che fingevano di leggere sedute sulle poltroncine, poco lontane da loro.
Hanamichi arrossì, concluse gli esercizi di matematica e si alzò per prendere un dizionario di inglese. Attraversò con lentezza la sala, per bagnarsi nello sguardo adorante delle ragazze...essere così desiderati gli dava alla testa, poco importava se metà del merito era della volpe.
Appoggiò il volume sul tavolo, e osservò divertito il capo di Rukawa che ciondolava, e alla fine si arrendeva, posandosi sul quaderno.
Hanamichi sorrise...in fondo, aveva ragione anche sui compiti. Meglio dormirci sopra, e non sprecarci troppo tempo. Peccato che non avesse nessuno da cui copiare...
Una ragazza si avvicinò a lui, arrossendo:
"C-Ciao...ho visto che hai preso un dizionario d'inglese...anch'io ho dei compiti da fare...li facciamo insieme?"
Hanamichi sbatté le palpebre, incredulo...era la prima volta, che una ragazza chiedeva a lui, proprio a lui, di fare i compiti assieme...
Annuì, senza riuscire a dire nulla...peccato solo che la volpe stesse dormendo!!!
.........
"Certo che ne avete fatto di casino!"
"Stupida volpe, mi è sembrato che tu ronfassi alla grande, comunque!"
"Do'hao! Facevo finta! Cosa credevi, che mi sarei messo a studiare con voi? Dai, passa qua!"
"Ehi! Chi ti ha detto che ti avrei fatto copiare i miei compiti?"
Rukawa inarcò un sopracciglio:
"Tuoi? Mi sembra che te li abbia fatti tutti lei, da quanto ho sentito..."
Hanamichi ingoiò, e permise all'altro di sfilargli il quaderno, limitandosi a guardarlo scrivere. In quel momento non c'era nessuno, oltre a loro...e la cosa inspiegabilmente lo faceva sentire a suo agio...solo loro due, nel silenzio profumato di carta della biblioteca, complici di quel piccolo imbroglio...la cosa lo elettrizzava, ma ancor di più...gli piaceva stare solo con Rukawa, sperimentando quell'inimmaginabile, incredibile vicinanza...che fosse un inizio? Per cosa, poi?
Scosse la testa, concentrandosi sul rollio dolce della nave, per distrarsi, e cancellare i residui di quel pensiero, che ancora gli vagavano in testa.
.........
Alla fine il rossino sbuffò...non potevano andare avanti così, a far nulla. Rukawa aveva appena finito di mettere via la sua roba, e già si stava riaddormentando...non aveva voglia di starsene lì da solo, ma l'altro si sarebbe infuriato se se ne fosse andato, piantandolo. Fece roteare una matita fra le dita, poi, istintivamente, disegnò uno schema per il tris, e lo spinse sotto il naso della volpe.
Rukawa osservò lo schizzo, e allungò una mano, per prendergli la penna...le loro dita si sfiorarono un attimo, e senza dire nulla il moro disegnò una crocetta.
Hanamichi, invece, accarezzò col pollice la pelle toccata dalla volpe:
"Hai le mani fredde"
mormorò, disegnando un cerchiolino.
"Hn"
rispose Rukawa, aggiungendo una crocetta.
Cerchiolino. Crocetta...
Pari.
Nuovo schema. Cerchiolino. Crocetta. Cerchiolino...
Pari.
Nuovo schema. Crocetta. Cerchiolino...
"Stasera c'è una serata di cabaret"
"Hn"
"Ci sarà anche una specie di karaoke"
"Hn"
"Io ci vado"
"Hn?"
"Sì, sai...sarà pieno di splendide fanciulle in attesa del Genio!"
"Do'hao"
"Stupida volpe! Era solo un modo pieno di tatto per dirti che, data la tua idea, dovrai venirci anche tu, quindi vedi di farti trovare puntuale!"
"Hn?!"
"Sì, credo che la tua mamma non sarebbe contenta di saperti solo e rannicchiato nel tuo lettino mentre gli altri si divertono"
"...a che ora?"
si arrese il moro, scatenando le risate del rossino.
"Alle otto e mezza, vestito bene e niente faccia da funerale!"
Hanamichi si stiracchiò, gettando la testa all'indietro, e facendo le fusa...quel suono roco, sordo, accese l'attenzione di Rukawa, che si fissò sui capezzoli che si evidenziavano sul tessuto scuro della maglietta.
"Che hai?"
Hanamichi si massaggiò le spalle, incuriosito dall'espressione dell'altro, molto...interessata. Sebbene non ci fosse in giro nulla, di notevole.
"Hn. Andiamo"
replicò asetticamente la volpe.
"Aspettami!!!"

"Ssshhh!!!"
Hanamichi soffocò una risata, mentre si infilava col compagno in un grosso armadio, in mezzo agli asciugamani.
"Non ridere!!!"
"Ssshhh!!!"
Rukawa scosse la testa, sbirciando attraverso la fessura fra le ante. Non sembrava esserci nessuno, in giro.
Era tutta colpa di sua madre, se era lì, schiacciato in un armadio con il do'hao...l'aveva iscritto a quella stupida gara senza chiedergli il permesso!
"Era da tanto che non giocavo a nascondino"
mormorò Hanamichi, accostandosi a lui per guardare fuori.
Rukawa non disse nulla, mentre avvertiva il calore del suo corpo trapassargli i vestiti leggeri...il suo profumo lo invase, e si mischiò col suo, sciogliendoglisi sotto la pelle, avvolgendolo.
Rabbrividì, mentre provava l'insensato impulso di cingergli la vita con un braccio, e di tirarlo a sé...il suo volto, così vicino, gli stava dando alla testa...forse doveva essere grato, a sua madre.
"Arrivano!!!"
Rukawa ringraziò il cielo, che i loro cacciatori fossero lì a salvarlo...il suo corpo stava per muoversi da solo, verso la pelle di Sakuragi...era una fortuna che l'altro si fosse spostato senza essersi accorto di nulla, e soprattutto prima di fargli perdere del tutto la ragione.
'Che diavolo mi succede?'
Hanamichi ridacchiava, mordendosi le labbra per non farsi sentire, mentre una lama sottile di luce si infrangeva nei suoi occhi...Rukawa strinse una spugna, affondando le unghie nel palmo, per controllarsi...le loro gambe comunque si toccavano, i loro toraci non erano poi tanto distanti...
Una porta si chiuse, e la risata soffocata del rossino riempì il piccolo spazio:
"Idea geniale quella di posizionare il carrello davanti all'armadio, vero?"
"Hn...usciamo"
Aveva bisogno di aria gelida, per spegnersi i bollori...
"Stai bene? Sei rosso..."
Rukawa si bloccò...sembrava...era in pensiero...per...
"Sì...faceva troppo caldo"
Hanamichi annuì, aprendo l'oblò, fermandosi a rimirare la distesa blu sotto di loro:
"In fondo, non è brutta, questa crociera, no?"
"...hn"
Di nuovo la sua risata...Rukawa allungò una mano, verso la sua schiena larga...c'era ancora un sacco di spazio fra loro...non poteva toccarlo...la sua mano si abbassò, lentamente:
"Andiamo...non voglio subirmi la penitenza, se ci beccano!"
"Hn"
I due sgattaiolarono fuori dal ripostiglio, controllando che non ci fosse nessuno in giro, e si diressero verso la sala centrale.
"Attento! Arrivano!"
Rukawa gli afferrò il polso, e se lo trascinò dietro, nel vano contenente un grosso specchio.
Hanamichi si immobilizzò, mentre le mani dell'altro lo stringevano forte a sé. Si morse le labbra, per non gemere...la volpe era appoggiata con la schiena allo specchio, e se lo stringeva al petto caldo, mentre lui...vedeva il suo stesso viso riflettersi sulla superficie lucida...era a pochissimi centimetri dai suoi occhi...per la prima volta li vedeva così spalancati, così...vivi?
Inconsciamente, spostò il capo a filo di quello di Rukawa...sentiva i suoi capelli accarezzargli la pelle, il suo aroma sfiorargli la cute...socchiuse le labbra, senza sapere perché...rilassandosi in quella dolcezza stupefacente, se pensava a chi apparteneva...
"Dobbiamo andare..."
Era solo una sua impressione, o...aveva sentito un tremito, nella sua voce? Si allontanò lentamente, mentre le dita di Rukawa scivolavano via dalla sua vita...
Era sicuramente stata una sua sensazione...il volpino era lì, di fronte a lui, glaciale come al solito.
"Forza, non facciamoci beccare"
In silenzio, percorsero le scale...troppo pericoloso usare gli ascensori...
"Sembra libera..."
Rukawa annuì, spostandosi...non ce la faceva più...dovevano smetterla, con quel gioco...le sue dita ricordavano ancora bene la consistenza del corpo che avevano stretto...muscoli di roccia che non poteva più toccare...
"Andiamo"
A lunghe falcate, percorsero il corridoio entrando nella sala.
Da una porta a fianco, in quel momento entravano dei cacciatori.
"Corri!!!"
I ragazzi si lanciarono in una folle corsa, a chi arrivava per primo...la velocità dei due giocatori dello Shohoku si impose su quella degli altri...Rukawa saltò agilmente sul palco, posando la mano e gridando:
"Libero!"
Hanamichi incespicò, rischiando di cadere...Rukawa si gettò verso di lui, lo afferrò e lo tirò su di forza, accanto a sé:
"L-Libero"
ripeté il rossino.
I due si guardarono, poi Hanamichi scoppiò a ridere, lasciandosi cadere a terra...Rukawa non rise, ma si sedette ugualmente accanto a lui, a farsi abbracciare dalla voce che rimbombava nella sala, mentre i due cacciatori, sconsolati, andavano a rifarsi su ragazzi meno veloci di loro...
L'ilarità fu intensa ma breve, durando pochi attimi, poi, passandosi il dorso della mano sulle guance, Hanamichi si mise a sedere, scuotendo il capo per rimettere a posto una ciocca sbarazzina, mentre un gruppetto di ragazze li ammirava, applaudendo...il ragazzo inchinò la testa per loro, con un largo sorriso che le fece sciogliere...e non solo loro...
"Dai volpaccia! Dobbiamo prepararci per stasera!"
Le ragazze gongolarono, pregustandosi già la serata...

Non era come aveva sperato...essere al centro dell'attenzione non gli faceva alcun effetto...a parte parecchio fastidio. Era incredibile, ma...erano passati solo tre giorni e già non le sopportava più. Da fiori di cristallo, bellissime e irraggiungibili, a oche starnazzanti...ecco come si erano trasformate, davanti ai suoi occhi. E la cosa peggiore, era che iniziava a essere solidale con Rukawa, quando maltrattava le sue fan, e anche Haruko...
"A che pensi?"
Hanamichi arrossì, vergognandosi di quei pensieri...stava tradendo tutto ciò in cui credeva, per colpa della stupidissima volpe!!!
"Nulla, solo..."
"Ti stai annoiando a morte...e inizi a renderti conto che il più delle volte le ragazze sono una scocciatura"
"Stupida volpe! Scommetto che è colpa tua! Mi hai contagiato, vero maledetto?"
"Idiota...andiamo, non salirò su quel palco a cantare!"
Hanamichi seguì il suo sguardo, e il panico si impadronì di lui...il cabarettista si stava avvicinando alla loro zona a passo di carica...
"Aspettami!!!"
I due ragazzi sgattaiolarono fuori dalla sala, senza badare ai richiami che da lì provenivano.
Il cielo era scuro, senza stelle...un velo di nubi schermava la terra dalla bellezza della notte.
"Che si fa?"
mormorò il rossino, appoggiandosi al parapetto.
"Hn..."
Rukawa si sistemò accanto a lui, ben attento che i loro gomiti si toccassero. Sorrise, tra sé...era certo che anche il rossino avvertisse il contatto col suo corpo, ma se non si spostava...anche lui se n'era accorto, che in fondo...non era tanto male, stare assieme.
Forse...stavano davvero diventando amici.
Il moro osservò con la coda dell'occhio il profilo del compagno...la luce ovattata delle lampade, tenute basse per creare atmosfera, aveva la forza solo di illuminare pochi frammenti della sua pelle, che eppure gli si piantavano nella mente, accendendo i suoi sensi...
'Quando è serio è carino...'
Spalancò gli occhi, mentre realizzava ciò che si era trovato a pensare. Eppure...non gli dava affatto fastidio, la cosa...che proprio Sakuragi, si fosse intrufolato nel suo cuore...
"Giochiamo a basket?"
"Hn?"
L'aveva colto di sorpresa, con quella voce bassa e attutita dall'oscurità. Non sembrava nemmeno la sua, così liscia, vellutata...incredibilmente sexy...
"C'è un canestro, su in cima"
Rukawa annuì...giocare a basket, significava...marcare strettamente l'avversario...toccarlo...
"Andiamo"
.........
"Ragazzi che sonno!"
"Zzzzzz"
"Oddio, e adesso questo chi lo sveglia?"
Hanamichi sventolò una mano davanti agli occhi del volpino, che non reagì.
"Ru?"
"Hn?"
"Allora sei sveglio!"
sbottò il rossino, mentre l'altro annuiva automaticamente.
"Ascensori scomodi"
spiegò, mezzo addormentato.
"Grazie per la notizia! Adesso esci, che siamo arrivati!"
Rukawa ciondolò fuori, e di trascinò verso la sua cabina. Hanamichi lo guardò, esitando...era un peccato lasciarlo andare, come non ci fosse niente, fra loro. Raccolse tutto il suo coraggio, e prima che l'altro sparisse dalla sua visuale sussurrò:
"Buonanotte"
Non era stato molto debole, come bisbiglio...e Rukawa si fermò, annuì e lo salutò con una mano.
'Buonanotte anche a te, Hana...'

"Ecco qua! Sono proprio felice che voi vi conosciate! Mi pare impossibile che sia tutto così bello!"
La signora Sakuragi si sedette sorridendo, mentre suo figlio faceva posto a Rukawa e a sua madre. Erano davanti a uno spuntino, salatini e tartine, per non rovinarsi la cena.
"Già..."
mormorò il rossino, massaggiandosi le tempie.
"Che hai, tesoro?"
"Mal di testa, troppo sole. E questa musica certo non aiuta"
Rukawa bevve un sorso di tè, tentando di incenerire con un'occhiataccia gli altoparlanti.
"Ho capito...allora facciamo in fretta, così potrai riposare per qualche minuto...ma andrai con Kaede alla festa di stasera, vero?"
I due si scrutarono un attimo, poi assentirono, e posero finalmente la domanda che premeva loro:
"Ma come vi siete conosciute?"
La signora Rukawa sorrise, bevendo un succo d'arancia:
"Prendendo il sole...Tomoko e io siamo immediatamente andate d'accordo, condividiamo gli stessi interessi, le stesse passioni. Abbiamo subito fatto amicizia, è stato come trovare l'altra metà del divertimento! E poi, scoperto che siete amici anche voi, ci è venuta un'idea geniale, se per voi va bene...di fare uno scambio di camere!!!"
"Eh?"
Rukawa fissò sua madre, e poi quella del rossino, senza capire. Anche Hanamichi seguiva interessato il discorso.
La signora Sakuragi sorrise:
"Bè, semplice: abbiamo pensato che tu, Hanamichi, potresti trasferirti da Kaede, mentre Mikage verrebbe a stare con me, così nessuno intralcerebbe gli orari degli altri! Spero siate d'accordo!"
Ma il loro sguardo significava: dovete essere d'accordo!
I ragazzi si scambiarono un'occhiata, e annuirono.
"Perfetto! Non preoccupatevi dei bagagli, pensiamo a tutto noi! Mi raccomando, fate i bravi, che vi teniamo d'occhio!"
e se ne andarono ridacchiando, pregustandosi la nuova convivenza.
.........
"Ci hanno ingabbiati"
"Hn"
"...e a te va bene?!"
Il moro scosse le spalle, con indifferenza:
"Abbiamo scelta?"
"...già"
commentò il rossino, finendo d'un sorso il suo tè.

"Tua madre si arrabbierà..."
"Le dirò che ho mangiato male"
"Magari non sarà tanto brutto..."
Rukawa sbuffò, girandosi su un fianco, e fissando Hanamichi che si allacciava la camicia grigio perla.
'È proprio una bella camicia'
si disse per evitare di fissare troppo i muscoli che venivano coperti...invidiando un po' il tessuto...
"Sei sicuro di non voler venire?"
"A far cosa?"
"Potresti trovare qualcuno"
suggerì il rossino, ravvivandosi i capelli.
"Hn"
'L'ho già trovato, chi voglio...'
"Senti, io vado...se hai bisogno sono in sala"
"Hn"
Hanamichi chiuse la porta, appoggiandovisi contro. Hitomi, la ragazza che l'aveva aiutato con l'inglese, gli aveva chiesto di andare con lei al ballo...come avrebbe potuto rifiutare? Una ragazza gli aveva chiesto di uscire!!!! Doveva assolutamente liberarsi dell'influenza nefasta del volpino, che lo aveva contagiato...non poteva andare avanti a trovarsi bene solo con lui!!!
Si concentrò sulle vibrazioni della nave, tentando di scacciare la sagoma della volpe dalla mente...una serata con una bella ragazza fra le braccia lo avrebbe rimesso in sesto.
"Forza Hanamichi, è ora di divertirsi!"
Prese l'ascensore, quello stesso dove lui e Rukawa aveva fatto quel discorso serio, sfiorando gli stessi tasti toccati da lui...ne uscì con un po' d'inspiegabile rimpianto, quando si fermò al piano scintillante della sala da ballo, riccamente decorata di specchi e candelabri, di fiori e statue di ghiaccio...tutto luccicava. Come i gioielli delle donne, come gli occhi delle coppiette innamorate.
Peccato che lui...non volesse specchiarsi negli occhi di nessuno. Hitomi era dolce, carina, divertente, ma...non gli toccava il cuore.
Nessuna delle persone in quella sala, ci riusciva. Si sentiva fuori luogo, perso.
Ballavano, mangiucchiavano, ridevano, eppure...era tutto plastificato, finto, come sul set di un film mal realizzato...
Mentre passava il tempo, e la musica scivolava sotto i loro piedi, Hanamichi si rendeva conto di essere solo, in mezzo a quella folla. Mentre volteggiava, sognava si essere fra le braccia della volpe...mentre sorrideva, erano gli occhi blu i soli in cui desiderava contemplarsi...
La sua mente non era con lui...il suo cuore urlava, dalla gran voglia di tornare dall'unica persona con cui si sentiva vivo, ultimamente...nonostante tutto...doveva ammettere di...amarlo...desiderarlo...aveva imparato a farlo, Rukawa l'aveva praticamente costretto...senza far nulla di particolare. Gli erano bastati quei piccoli avvenimenti quotidiani, a legarlo a sé, a fargli dimenticare la loro rivalità, Haruko e l'eterosessualità...non gli importava più nulla di loro, voleva solo...quel ragazzo così simile a una volpe...
Hanamichi sospirò, mentre le luci si abbassavano, avvolgendo la sala in un manto di dolce tenebra.
Gli mancava...stare senza di lui...gli faceva male. I loro spiriti si erano così avvicinati, in quei giorni. Così semplice, ammettere di esserne perdutamente innamorato...la verità non trovava ostacoli, nel salire a galla...
Rabbrividì...si rese conto che era la prima volta, da quando si erano incontrati su quella nave, che non erano assieme. I due rivali indivisibili, erano diventati amici indivisibili. Dove c'era uno, di sicuro c'era anche l'altro.
Fin quella sera, dove Rukawa si era staccato da lui, volontariamente. D'improvviso, ne fu ricolmo...di solitudine, smarrimento...lacrime sottili agli occhi. La sua certezza vacillò...non aveva pensato a questo...lui poteva star ancora usandolo...forse quel sentimento...era solo da parte sua...
Si trovò a rimpiangere quel pomeriggio passato a giocare a nascondino...per la prima volta veramente compagni in un'avventura, un gioco o forse uno squarcio di futuro...scivolato via così in fretta.
Tracannò un drink, tremando mentre il liquido accarezzava l'interno del suo corpo.
Freddo...come la mani di Rukawa.
Osservò interessato il bicchiere vuoto, mentre un'idea folle si faceva largo nella sua mente.
'Chissà se il suo tocco dentro di me sarebbe ugualmente freddo...'
Chiuse gli occhi, mentre il dubbio gli corrodeva la mente...doveva sapere...non poteva continuare così...per se stesso e per la volpe, se l'altro provava qualcosa, nei suoi confronti...

Rukawa si sedette sulla sdraio più nascosta, sperando che nessuno volesse andare proprio lì a divertirsi.
Non riusciva più a stare sottocoperta, aveva bisogno d'aria.
Guardò l'orologio...era ancora presto, il rossino doveva essere ancora in pista a divertirsi con quell'ochetta.
Una fitta gli attraversò lo stomaco...quella era gelosia pura!!!
'Merda...perché proprio per uno con cui non ho speranza?!'
Bevve d'un sorso il drink che si era portato dietro...aveva bisogno di perdere lucidità. Almeno i vapori dell'alcool gli avrebbero offuscato la mente...
"Ero sicuro di trovarti qui"
Il moro scosse la testa: i liquori avevano sbagliato effetto. Dovevano cancellarlo dalla sua mente, non farglielo apparire davanti con due calici in mano!
"Stai bene?"
Rukawa inclinò la testa...il corpo che si era seduto accanto a lui...era sodo, caldo. Non un'allucinazione...era davvero lì...l'aria, attorno a loro, vibrò in attesa...
Annuì alla sua domanda, prendendo delicatamente lo stelo di cristallo fra le dita, attento a sfiorare la mano del rossino...era bollente, davvero non lo stava sognando...era andato a cercarlo...
"Finito?"
Hanamichi sorseggiò il vino, fissando l'orizzonte silenzioso. Il suo pomo d'Adamo si alzò deliziosamente, mentre deglutiva...
"Troppo caldo...troppo sceme..."
"Hn..."
Era tornato da lui...per non stare con loro...il suo cuore improvvisamente accelerò...
"Ti va di andare a prua? Ce la fai?"
chiese il rossino, annusando la coppa svuotata precedentemente dalla volpe.
Rukawa non rispose, alzandosi senza problemi...non sarebbe stato un po' d'alcool, a fermarlo...nulla avrebbe potuto, ora che l'altro gli aveva aperto uno spiraglio...voleva stringersi a lui, voleva che Hanamichi sentisse i brividi che gli scatenava dentro, voleva che comprendesse come il suo corpo lo mandava in fibrillazione...
"Prendiamo ancora da bere?"
L'altro inarcò un sopracciglio, poi annuì...nemmeno lui desiderava avere rimpianti, quella notte.
Con due nuovi drink, raggiunsero la prua...bevvero in silenzio, l'uno accanto all'altro, fasciati dalla stessa brezza che sapeva di eternità, gli sguardi persi nel profondo blu della notte, fissando il punto all'infinito in cui si univa col colore del mare...
"Prima ho visto le nostre madri"
Hanamichi ruppe il silenzio, tenendo però bassa la voce, perché si confondesse col sottofondo dell'acqua...Rukawa attese che continuasse, senza dire nulla...non tanto perché non fosse curioso, ma per il desiderio sentirlo ancora parlare con quel tono di voce.
"Erano sedute allo stesso tavolo, cenavano a lume di candela, così eleganti...e sole"
Il volpino si irrigidì, mentre le sue speranze iniziavano a vacillare.
"Ru...secondo te loro stanno assieme?"
Il rossino avvertì lo sguardo gelido sondagli il viso...lo aveva fatto arrabbiare, senza sapere il perché...
"E anche se fosse, ti darebbe fastidio?"
Dalla sua risposta, e dal modo in cui l'avrebbe data, dipendeva il loro futuro...scosse il capo, socchiudendo le palpebre:
"No, però...mi farebbe davvero male se sostituisse papà nel suo cuore"
Rukawa si addolcì, in silenzio...sapeva la storia di suo padre, e poteva capire i suoi timori. Passò una mano attorno alla sua vita, stringendolo a sé...Hanamichi non si ribellò, intontito dall'alcool o dalla presenza dell'altro, e si limitò a guardarlo, spaesato.
"Io non credo che lo sostituirà mai, semplicemente si affiancherà a lui...le starà accanto, non sarà più sola...sempre che stiano davvero assieme"
L'altro non disse nulla, guardandolo...quel viso pallido, inondato di luce lunare...così bello...il suo profumo, inebriante...una scintilla percorse il suo sterno, solleticandogli il cuore.
Di colpo, gettò indietro la testa, lasciandosi colpire dal vento che sospirava sul mare, e Rukawa ne rimase ammutolito, limitandosi ad osservare l'affascinante compagno...il vento gli scompigliava i capelli, la falce di luna baciava quelle labbra rosse piegate in un sorriso soddisfatto, accarezzandogli la pelle resa ancor più calda dal sole preso in quei giorni.
Le sue labbra si mossero, incatenandogli gli occhi, che ne seguirono ogni movimento morbido, tenero...ma le sue orecchie non sentirono alcun suono...il moro appoggiò il bicchiere, sfilando dalle mani quello del compagno, e posandolo accanto al suo.
"Che c'è?"
Il rossino sapeva che quella era una domanda retorica...vedeva bene lo sguardo di Rukawa...lo scopriva per la prima volta, pieno di faville, incendiario...passionale.
Il sangue, nelle sue vene, si tramutò in rivoli d'oro liquido...lo ustionava facendolo godere, scatenandogli fin nel profondo brividi incontrollabili...le labbra della volpe erano così vicine, invitanti...
Rukawa si appoggiò contro di lui, torace contro torace...i loro cuori battevano in sincrono, i loro respiri si mischiavano con la brezza fredda, i loro sguardi parlavano l'unica lingua importante, quella dell'amore, del desiderio...
Sincronizzate dal fremere della vita, le due bocche si mossero, seguendo la scia dei loro respiri finché s'incontrarono, rubando a quel cielo splendido un frammento della sua bellezza.
.........
Rukawa posò un bacio sulle sue palpebre appena socchiuse, proteggendole per un secondo dalla luce che filtrava dalle tendine scostate.
"Buongiorno"
mormorò, scostandogli una ciocca dalla fronte.
"'ngiorno"
biascicò il rossino, sbadigliando.
"Come mai già sveglio, volpino?"
"Hn"
Hanamichi si sistemò meglio sul fianco, andando a strofinare il volto contro quello del compagno.
"Non avevo sonno"
dichiarò questi, rubando un bacio dalle sue labbra, che si piegarono subito in un sorriso.
"Volpe insaziabile...non ti è bastato quanto abbiamo amoreggiato, stanotte?"
Un dito di Rukawa percorse tutta la sua mandibola, andando ad accarezzargli il mento:
"A dir la verità no...andrei volentieri avanti un altro po'"
"Insaziabile e maniaca...mi piace molto questo tuo aspetto sconosciuto, lo sai?"
"Hn...allora?"
Hanamichi si mise a sedere, massaggiandosi la testa:
"Che ne dici di farci una bella doccia, di andare a mangiare qualcosa e a prendere un po' d'aria, e poi riprendere? Se saremo lucidi, ce la goderemo meglio..."
"Hn...però ci laviamo nell'ofuro della nave, non in questa doccetta dove non ci stiamo, in due..."
"Ok"
Si alzarono, e per essere pronti per uscire bastò loro infilarsi una maglietta, dato che i pantaloni non se li erano tolti, quella notte.
Non presero l'ascensore, ma si incamminarono lentamente per le scale, godendosi l'aria fresca che entrava dagli oblò aperti.
"Abbiamo fatto la cosa giusta, vero?"
"Sì...è stato meglio esserci limitati a baci e carezze...mi sarebbe scocciato, scordare la nostra prima notte in mezzo ai fumi dell'alcool"
Hanamichi annuì, arrossendo:
"Non mi ricordo nulla del tragitto fra la prua e la cabina..."
Rukawa si concesse un sorriso...nemmeno lui aveva molto chiaro come fossero riusciti ad arrivarci interi, ma in compenso ricordava quasi bene come aveva slacciato la camicia del rossino, e come questi gli avesse sfilato la maglietta.
"Speriamo non ci sia molta gente..."
"Hn?"
Il rossore di Hanamichi si intensificò:
"Siamo pieni di succhiotti"
Rukawa si lasciò andare a un sogghigno...non gli sarebbe spiaciuto gli altri vedessero quei segni. Non erano semplici lividi...erano marchi di appartenenza.
Hanamichi Sakuragi era di Kaede Rukawa.
Kaede Rukawa era di Hanamichi Sakuragi.
Semplice, no?
L'ofuro era quasi vuoto, e i pochi che vi si stavano lavando erano troppo impegnati a crogiolarsi nell'acqua per badare ai ragazzi...altri due che tentavano di rimettersi in piedi con un bel bagno caldo, ecco come li classificavano, semplicemente.
"Smettila di sbirciare!"
sibilò il rossino al compagno, mentre questi si mangiava con gli occhi l'acqua che scivolava sulla sua pelle abbronzata, sciacquando via la schiuma che la copriva.
"...è un bello spettacolo"
mormorò il moro di rimando, osservandolo avviarsi verso la vasca...iniziava a pentirsi, di essersi limitato alle carezze, quella notte.
Hanamichi parve leggergli nella mente, e in uno scatto di crudeltà si girò per invitarlo nella vasca, col solo sadico scopo di mostrarsi a lui, completamente nudo...
'E no, non dovevo fermarmi...'
Si sciacquò in fretta e lo raggiunse, ringraziando il cielo che ci fosse altra gente, lì.
.........
"Ru?"
"Hn?"
"Questa nostra storia, fra virgolette...quanto andrà avanti?"
"...non so"
Hanamichi mosse l'acqua con la mano, creando cerchi concentrici che si infransero contro la pelle del volpino.
"Ma finché saremo qui...non ci saranno problemi, vero?"
"Sì"
"E poi..."
Rukawa aprì gli occhi, fissando il soffitto:
"Noi due...ci troviamo bene assieme"
Il rossino annuì, anche se sapeva non ce n'era bisogno.
"Anche prima di stanotte...Ayako sarebbe fiera di noi"
Hanamichi sorrise:
"Hai fatto una battuta, lo sai volpino?"
Rukawa socchiuse gli occhi, girandosi verso il viso sorridente del compagno...la sua ilarità si rifletté anche su di lui, senza manifestarsi esternamente ma facendogli battere più forte il cuore.
"Non preoccuparti per il futuro...quando sbarcheremo a Yokohama, ci penseremo...godiamocela, per adesso"
"Sì...anche se resterai sempre uno stupido volpino!"
"Idiota!"
Hanamichi rise, immergendosi completamente nell'acqua calda.

Rukawa appoggiò le labbra su una scapola del rossino, steso a pancia in giù a prendere il sole, su un balconcino privato.
"Ru!!! Non qui!"
"...non ci possono vedere"
Il piccolo balcone era stato costruito, come tutti gli altri, per concedere un po' di intimità alle coppiette...pannelli sottili di legno bianco lo circondavano, celando chiunque vi fosse steso agli sguardi dei curiosi.
Hanamichi lo sapeva, ma si permise comunque di arrossire:
"Lo so, però..."
"Do'hao!"
e riprese a succhiargli la pelle della schiena.
Il rossino soffocò un gemito, e si abbandonò sul materassino di gomma...le labbra della volpe sì, che sapevano far perdere la testa!
Si morse l'interno della guancia, quando fu la volta della punta della sua lingua, percorrergli la spina dorsale...Hanamichi si sentì assaggiato in tutta la sua lunghezza, ogni morbida curva del suo corpo fu lambita da quel muscolo umido...sussultò, quando infine il compagno giunse all'orlo del suo costume, e scese...assaporando la consistenza dei suoi glutei mordicchiandoli, entrambi.
"Sono davvero sodi..."
mormorò il volpino, stendendosi accanto a lui, mezzo su di lui...Hanamichi si era voltato, per guardarlo...Rukawa gli faceva ombra riparandolo, frapponendosi fra lui e il sole, dominandolo come una cima che getta la sua ombra su un laghetto.
"Che...c'è?"
Deglutì...Rukawa lo stava guardando...come volesse spogliarlo anche della sua pelle...una mano bianca si posò sul suo petto, il palmo che gli premeva sul capezzolo...rabbrividì, anche se non era molto fredda.
Il volpino si abbassò, accoccolandosi accanto a lui, perdendo quell'aria minacciosa...ora sembrava un cucciolo indifeso, implorante di essere accarezzato...così dolce, leggiadro...al rossino sfuggì un gemito, mentre l'altro avvicinava i loro volti per unirli in un bacio leggiadro.
Rukawa lo fece stendere accanto a sé, i loro visi vicini, le labbra socchiuse, come gli occhi scintillanti...aveva aspettato tanto, per averlo così stretto, sotto il sole...aveva curato ogni dettaglio, per quel momento di intimità, per chiederglielo...
"...abbiamo ancora tre giorni, due notti...prima che tutto finisca"
Hanamichi annuì, lasciandosi accarezzare la guancia. La mano di Rukawa disegnò il suo volto, quel profilo forte che ormai aveva imparato a memoria, imprimendosi ogni sfumatura delle sue espressioni, per poterle ricordare, sempre.
"Io...vorrei sapere se...saresti d'accordo ad arrivare fino in fondo, prima della fine"
Rukawa vide Hanamichi spalancare gli occhi, ma non lo sentì irrigidirsi...la pelle sotto i suoi polpastrelli avvampò, riscaldandosi...
"Vuoi fare..."
"L'amore con te..."
terminò per lui, accarezzandogli le gambe con una della proprie.
"...se anche tu lo desideri"
aggiunse, vedendo gli occhi che si chiudevano, sfuggendo il suo sguardo.
Il rossino sospirò, nascondendo il viso contro la sua spalla, celando il rossore causato dal lavoro della gamba della volpe tra le sue.
"Io...vorrei avere un po' di tempo per pensarci"
"...tutto quello che vuoi..."
Rukawa posò un bacio accanto al suo orecchio, e lo lasciò solo.
Hanamichi si racchiuse in posizione fetale...ora che la volpe se n'era andata, improvvisamente aveva freddo, anche se il sole batteva direttamente su di lui.

Rukawa si chiuse la porta alle spalle...non lo aveva visto per tutta la sera. Sospirò, appoggiando la fronte contro di essa...l'aveva spaventato, ne era certo. E adesso...probabilmente non avrebbe più nemmeno desiderato continuare i loro amoreggiamenti, per paura che lui non sapesse controllarsi.
'Maledizione!'
Aveva perso ciò che si era faticosamente conquistato...
"Che aspetti, volpe?"
Si girò di scatto...non si era accorto che era lì, nella cabina...appoggiato all'oblò, col mare che gli scintillava alle spalle...con la camicia completamente slacciata, i pantaloni che cadevano molli sui piedi nudi...il volpino si trovò la bocca piena di saliva, mentre i suoi sensi impazzivano...
Si avvicinò a lui, silenzioso come una volpe...appoggiò una mano sulla sua guancia, facendola poi scivolare lungo il suo collo e lo sterno, fino all'ombelico...si morse le labbra, mentre il sospiro di Hanamichi riempiva la piccola cabina.
"S-Sei sicuro?"
Il rossino sorrise, spostandosi le ciocche dalla fronte:
"Secondo te?"
Hanamichi gli prese le mani, e lo accompagnò sul letto, stendendovisi sopra, attirandolo su di sé...
"La tua pelle ha un buon profumo, lo sai volpino?"
"Hn..."
Rukawa gli tappò la bocca, sprofondando con lui sul materasso morbido...aveva troppo desiderato quel momento, per perdere tempo a parlare.
Dopo quella prima notte che avevano passato l'uno fra le braccia dell'altro, non aveva atteso altro che poterlo spogliare...la sola pelle nuda del suo torace gli era bastata a malapena, i suoi gemiti quando gli leccava i capezzoli non lo soddisfacevano del tutto...voleva che urlasse di piacere, voleva che piangesse per la sensazione di godimento sproporzionato che lui gli poteva dare.
Infilò le mani sotto la sua schiena, scendendo finalmente a palpare la rotondità dei suoi glutei...li aveva desiderati così tanto, poterli stringere fra le dita, massaggiarli, pizzicarli...Hanamichi si liberò dalla sua bocca possessiva per respirare e gemere, chiamandolo fra un sospiro flebile e l'altro.
Rukawa si sistemò meglio fra le sue gambe, premendo il proprio bacino eccitato contro quello del compagno, perché sentisse l'effetto che gli faceva averlo per sé, perché capisse quanto potere avesse su di lui...l'unico che poteva portare alla pazzia l'impassibile volpe...
Hanamichi gli tolse la maglietta a forza, mentre alcuni punti saltavano...le sua mani si spostarono subito ai suoi jeans, non gli bastava sentirlo attraverso la stoffa, voleva che quel membro duro incontrasse il suo, si strofinasse contro di lui, gli chiedesse il permesso di entrare in lui.
Stavolta toccò a Rukawa mugolare, mentre le dita lunghe si infilavano nei suoi boxer, toccando la pelle del suo pene, stringendolo stretto fra loro...inarcò la schiena, rimanendo sospeso nel piacere per un attimo, prima di nascondere il viso contro la spalla di Hanamichi, mentre percepiva il tepore dei suoi palmi miscelarsi con quello del suo sesso.
"Ru..."
"Quello che vuoi"
"...i pantaloni"
Rukawa si diede da fare per spogliarsi, anche se l'operazione fu resa parecchio difficoltosa dalle mani immobili che gli racchiudevano il membro...in ogni movimento c'era un tentativo di strusciarsi, raggiungendo finalmente l'unità con quella pelle desiderata...
"Eh no...prima tutti e due nudi, volpino!"
Questi annuì, e si concentrò sui pantaloni del rossino, che presto raggiunsero quelli del compagno, a terra.
Rukawa gli afferrò il membro duro con una mano, e si sollevò sudi lui, perché potessero ammirarsi...ognuno teneva stretto il pene dell'altro, entrambi respiravano affannosamente, entrambi si guardavano in attesa di ciò che volevano...
Un'onda più forte si infranse contro la fiancata della nave, il suo sciabordio invase la cabina...fu come un segnale. Insieme, iniziarono a muovere le mani, a masturbare il compagno...
Il rumore del mare fu cacciato dalla piccola stanza dai sospiri dei due, in sincrono coi movimenti delle mani...Rukawa appoggiò la fronte su quella del rossino, perché potessero guardarsi negli occhi mentre si masturbavano, mentre lottavano per darsi piacere a vicenda, il più forte possibile...il ritmo aumentò, così come la forza della stretta...gocce di sudore caddero sul viso del rossino, l'aria calda sfuggiva dai loro corpi impregnando la cabina, coi gemiti...le schiene si inarcarono, portando le punte dei membri a sfiorarsi, ennesima stimolazione...
"Ru..."
"Resisti"
"V-Voglio ven-n-nire"
"Anch'io"
Rukawa gli chiuse la bocca, e spostò entrambe le mani su di lui.
Hanamichi strabuzzò gli occhi, stringendo di colpo anche il membro di Rukawa, e venne fra le sue dita, liberandosi dal suo seme incandescente, mentre il suo urlo veniva risucchiato nella bocca del moro...il volpino strinse gli occhi, appena il calore di Hanamichi si riversò dentro il suo palmo, venendo a sua volta nella mano dell'altro, affidandogli il suo sperma.
.........
"...facciamolo d nuovo..."
Rukawa socchiuse gli occhi, senza dire nulla, e scosse la testa.
"Perché no?"
"È tempo di qualcosa di meglio...se lo vuoi ancora"
"Stupida volpe...come potrei non desiderarlo, dopo...questo?"
"Do'hao!"
Rukawa gli regalò un sorriso, e gli baciò la punta del naso...avvertiva la passione sostituire il sangue nelle sue vene, l'urgenza dell'unirsi all'altro disarmava il suo autocontrollo. Scese a succhiargli la gola, mentre le sue mani scivolavano verso la sua piccola apertura, massaggiandola...il suo viso si spostò più in basso, verso il suo inguine...
"Aspetta"
Il volpino si bloccò prima di penetrarlo con un dito.
"Vieni qui...voglio che mi guardi negli occhi...in ogni momento"
Rukawa avvampò...per la prima volta in vita sua arrossì violentemente. Hanamichi gli stava chiedendo di possederlo con le dita, con gli occhi, con l'anima...tra gli affanni, si appoggiò dolcemente su di lui, amalgamando i loro sguardi, onorato di tutta quella fiducia...e inserì un dito dentro di lui.
Hanamichi sbatté le palpebre, mentre un gemito veniva rapito dalle labbra di Rukawa.
"Male?"
chiese questi, preoccupato.
"No...è una bella sensazione"
Un altro dito si aggiunse al primo, muovendosi per allargare quell'apertura stretta, calda.
Le mani del rossino si infilarono sotto il suo cuscino, stringendo le lenzuola...Rukawa posò un bacio sul punto del guanciale sotto cui c'era ognuna di loro...
"Stai bene?"
L'altro annuì, comprendendo che quel suo gesto poteva essere frainteso:
"Non è per il dolore...ma per il piacere. Le tue dita..."
spalancò gli occhi e gemette forte, mentre sentiva aggiungersene un'altra.
"...mi fanno sentire...come se...stessi volando nel cielo...Dio Rukawa...sbrigati"
Rukawa annuì...era ormai pronto...gli aveva cinto la vita con le gambe, strusciandosi contro di lui.
"Ti farà male..."
"Sbrigati... è il tuo rimandare doloroso!"
"Hana..."
"Cretino baciami e fottimi!"
Hanamichi lo strinse a sé, premendoselo contro, appropriandosi delle sue labbra e spingendolo verso la sua apertura, ancora occupata dalle dita...Rukawa le tolse più o meno delicatamente, e obbedendo agli ordini del corpo sotto di lui lo possedette con un'unica spinta decisa, un movimento in cui mise tutta la sua forza, la sua passione, il suo desiderio.
Il rossino gettò indietro la testa, liberandosi con un gemito...la sua schiena inarcata si puntava contro il petto della volpe, la sua gola scintillante di sudore gli si offriva impudicamente.
"...quanto mi hai fatto aspettare volpe...Kami..."
Rukawa gli circondò i fianchi, tenendolo fermo, affondando il volto contro la sua spalla, succhiando, leccando, mordendo...voleva che dimenticasse, voleva che godesse...e Hanamichi godeva di quella grossa presenza affondata in lui, di quel calore che gli risaliva il corpo, di quel dolore che non era vera sofferenza, perché era la volpe dentro di lui e nulla di ciò avrebbe potuto mai fargli male...
"Muoviti volpe...fammi gridare"
Rukawa non disse nulla...obbedì, di nuovo. Sollevò il volto e piantò negli occhi del rossino i suoi, e assestò una spinta profonda, travolgente.
E lo vide annegare...non sentì neppure il suo urlo, si appagò solamente degli abissi di piacere che si erano aperti nei suoi occhi, quei pozzi di libidine dove poteva portare entrambi...spinse di nuovo, affondando violentemente in lui, deliziandosi di quel viso trasformato in una maschera di piacere, di quella bocca che aveva fatto spalancare, in cerca d'aria...spinse di nuovo, uscendo e rientrando in lui, aprendogli con forza il corpo...la sua carne bollente lo accolse e lo strinse, aprendosi e attanagliandolo in sé, perché la sentisse mentre si muoveva...Rukawa gettò indietro la testa, servendosi di tutta la sua esistenza per spingersi nei limiti di lui, ricorrendo il piacere ultimo che sapeva di poter trovare solo lì, tra quelle gambe che lo stringevano...gli afferrò i glutei, sollevandoli sulle sue cosce, muovendosi come una macchina impazzita, entrando dentro di lui con tutta la forza che poteva trovare, che non immaginava neppure di avere...le mani di Hanamichi si erano afferrate ai suoi polsi, si stringevano a essi per aiutarsi a spingerglisi incontro...metteva tutta la sua energia per incontrarlo, per impalarsi sul suo membro...la sua testa si agitava impazzita sul cuscino bagnato di lacrime, il suo corpo si scuoteva in una danza senza controllo, convulsa...
Rukawa affondò, riversando tutta la sua anima in quella spinta...il suo corpo raggiunse il termine profondo di quello di Hanamichi, dove non poteva andare oltre...lì si liberò, donando al ragazzo sotto di lui il suo sperma, frutto della loro passione unita.
Hanamichi spalancò gli occhi...di fronte a lui, il corpo di Rukawa si inarcava all'indietro, un lungo gemito gli riempiva le orecchie...sentì il compagno affondare dentro di lui, quasi gli sembrò che potesse giungere a toccare il suo cuore...poi una sensazione nuova lo scosse...il liquido di Rukawa che gli si propagava dentro, che sommergeva gli ultimi bricioli della sua coscienza...si sentì svuotare, mentre non poteva trattenere l'urlo di completezza che gli era nato in gola.
.........
Rukawa si puntò sui gomiti, rialzandosi un po', per poterlo guardare in viso. Il respiro del rossino era un po' più calmo, anche se sul suo viso il rosso della passione dominava ancora...
Gli baciò gli occhi, leccando via le tracce di lacrime:
"Scusami...non volevo farti male"
Hanamichi aprì gli occhi, sorridendo:
"Stupida volpe...sono lacrime di piacere...come le tue"
Rukawa sbatté le palpebre, portandosi le dita su una guancia, e il rossino rise:
"Non te n'eri accorto? Hai pianto anche tu"
Il moro non disse nulla, limitandosi a scuotere la testa...sotto di lui, il ragazzo lo studiava, in attesa...gli si era donato...era ancora dentro di lui...avevano goduto di quell'unione...
La mente del volpino fu sommersa da quei pensieri, vacillando...aveva bisogno di riposare...era troppo, ricordare ciò che avevano condiviso...
Unì le loro bocce in un lungo bacio, accarezzandogli il volto, e si mosse piano, scivolando fuori da lui, liberandolo dalla sua presenza. Hanamichi gemette, staccandosi dalle sue labbra:
"Perché?"
Rukawa scosse la testa, stendendosi accanto a lui:
"...dovevo..."
"...capito"
Hanamichi si accoccolò accanto a lui, nascondendo il viso contro la sua spalla...Rukawa raccolse le lenzuola, coprendo entrambi...
"Buonanotte"
"'te"
rispose l'altro, sprofondando nel sonno.
Il moro si concesse un secondo ancora, per guardarlo...forse era stato uno sbaglio, fare l'amore con lui...cosa sarebbe accaduto, una volta scesi a terra? Avrebbe potuto resistere, senza di lui, ora che lo aveva posseduto? Erano ancora abbracciati, eppure quel casinista già gli mancava...

Hanamichi incrociò le braccia sul materassino, e vi appoggiò il capo, studiando l'espressione persa di Rukawa. Già quella mattina, mentre facevano con calma i bagagli, la mente della volpe era stata assente...neppure il pranzetto tranquillo consumato con le loro madri era servito a riscuoterlo.
Un po' preoccupato, il rossino l'aveva portato lì, sul loro balconcino preferito, a prendere il sole...ad amoreggiare un po', se avesse voluto...ma l'altro si era semplicemente seduto contro la parete, e non si era più mosso...
'Non ti sei nemmeno interessato a me, mentre mi spogliavo...'
Non gli aveva certo fatto piacere, quel disinteresse...in fondo, lui era il ragazzo con cui urlava, nel profondo della notte!
'E non solo...'
si rammentò con un sogghigno.
Sbuffò, mentre ricordava anche come si era mosso, per attirare la sua attenzione...mancava solo la musica, per quello spogliarello improvvisato...eppure l'altro non aveva minimamente reagito.
'Sei un bastardo Rukawa!'
Arrabbiato, sigillò le palpebre e tentò di addormentarsi.
.........
Rukawa si avvicinò al rossino, sospirando. Quell'idiota si doveva esser offeso, per il suo comportamento. Lo comprendeva...lo aveva trascurato, quel giorno.
Però...non poteva fare altro. Ormai era finita...ancora poche ore, e la nave avrebbe attraccato a Yokohama.
Concludendo tutto.
Ma lui aveva già detto addio al suo rossino, quella notte. La passione con cui l'aveva posseduto, la dolcezza carica d'emozione delle sue spinte, i baci e la lingua che accarezzava la sua...tutto ciò era esistito per dirgli addio.
Voleva che...quella notte fosse indimenticabile, per lui. Un ultimo regalo, prima di separarsi nella vita quotidiana. Il sogno stava per finire...presto si sarebbero svegliati...soli...ed era meglio essere pronti, per quel momento. Lontani, l'uno dall'altro...ce l'avrebbero fatta.
'Bugiardo'
si disse da solo. Non era vero che ci sarebbe riuscito. Davanti a lui si sentiva costretto ad ammetterlo...stava impazzendo.
Si era dovuto pizzicare ferocemente una coscia, per non saltargli addosso, mentre il rossino si spogliava. Aveva avuto l'impressione che fosse proprio ciò che questi desiderasse, ma...non poteva cedere.
Anche se lo desiderava...voleva allungare la mano e accarezzargli la schiena, abbassarsi sul suo viso e rubare un bacio a quelle labbra che giacevano indifese, così vicine a lui...
Rukawa strinse i denti...stava dormendo. Si era girato nel sonno, appoggiandosi sul fianco, le mani vicino al volto, come un bambino...così innocente, mentre dormiva...così infuocato, mentre lo amava....
Si stese acconto a lui, allungando il viso, lasciando che le labbra fossero accarezzate dal suo fiato. Dormiva, non se ne sarebbe accorto, non avrebbe chiesto spiegazioni, non avrebbe dovuto pronunciare quell'odiata parola, addio...chiuse gli occhi, mentre si premeva contro di lui, mentre si mordeva la lingua per non farle accarezzare le labbra dell'altro...
Si staccò, rilassandosi accanto al suo corpo...il mare rubava un po' del profumo della sua pelle, tenendolo in parte per sé, e in parte portandolo alle sue narici sensibili, che si inebriavano di quella combinazione...
"Ora mi dici che hai, volpino?"
Rukawa non spalancò gli occhi...aveva abbastanza autocontrollo per impedirlo, anche se non poté impedire al suo cuore di battere più in fretta.
"Mi hai teso una trappola?"
"Sì...te la sei cercata"
La volpe annuì, alzando piano le palpebre...Hanamichi, davanti a lui, era in attesa.
"Allora, che hai?"
"...è già finita"
Un brivido corse lungo la pelle del rossino...la sua voce era così...triste?
"Lo sapevamo..."
"Sì, ma io...ne ho ancora bisogno"
Non voleva mentire...ci sarebbe stato troppo male...la realtà era che era ancora assetato della sua vita, del suo nettare, del suo sperma...lo voleva ancora, solo per sé...
Hanamichi avvampò, mentre l'altro si alzava, lo spingeva di nuovo a pancia in giù e appoggiava la mano su un suo gluteo.
"Che diavolo fai?!"
Rukawa lo guardò, impassibile. Poi si portò un dito alla bocca, e lo leccò, inumidendolo...davanti agli occhi sbarrati del compagno, infilò la mano sotto il costume di questi, seguendo la curva delle sue natiche, arrivando alla sua piccola fessura.
Hanamichi si irrigidì, mentre sentiva la saliva di Rukawa raffreddargli la cute...il polpastrello seguì il contorno del suo ano, accarezzandolo.
"Posso?"
Non sembrava nemmeno la voce di Rukawa...bassa, morbida, un po' triste...Hanamichi capì, mentre il suo corpo si rilassava, automaticamente...preparandosi ad accoglierlo in sé.
Il dito di Rukawa scivolò lentamente in lui, accarezzandogli l'intestino...il rossino sorrise, nascondendosi contro un braccio perché l'altro non vedesse...ma quel contatto, in realtà, lo faceva stare così bene...
"...quanto possiamo stare così?"
"Tutto il tempo che vuoi..."
Rukawa sospirò...si sarebbe goduto ogni momento, del tempo che il rossino gli aveva concesso, poi...non lo sapeva, né voleva tentare di immaginarlo...

Hanamichi respirò a fondo l'aria del porto...a quell'ora della sera, con le macchine quasi tutte ferme, non era più cattiva...era quasi come quella del mare aperto.
La nave era lì, davanti a lui, la sua svettante massa scura che interrompeva la monotonia della città sullo sfondo. Era tutto spento...a bordo non vi era eco della vita, della gioia, della passione, delle emozioni che vi erano esplose...ora era tutto vuoto, triste.
"Chissà se ti ricorderai di noi..."
mormorò, scuotendo la testa.
"Parli da solo?"
Il viso di Hanamichi si indurì.
"Rukawa"
"Hn"
Il volpino si accostò a lui, fermandogli accanto per guardare meglio la nave.
"Che ci fai qui? È tardi"
"Stupida volpe! Credi che solo le volpacce come te possano andare in giro di notte?"
"Hn"
Ma non lo aveva neppure ascoltato...gli occhi blu vagavano alla ricerca della sua, che poi era diventata loro, cabina...peccato fosse dall'altro lato...alzò gli occhi...per fortuna almeno quello si intravedeva...il loro balconcino.
Hanamichi seguì il suo sguardo, e avvampò...il ricordo di ciò che gli aveva fatto la volpe, quel pomeriggio...praticamente nulla, rispetto al resto, però...quel semplice dito dentro di lui, per possederlo gentilmente...aveva lasciato un segno.
Poteva ancora sentirlo affondato in sé, immobile...non gli aveva dato fastidio, né lo aveva mosso per eccitarlo...doveva solo essere un modo per renderli uniti, per l'ultima volta.
Il rossino se ne rese conto...ultima volta significava che...non lo sarebbero stati...più.
Scosse la testa...non doveva pensarci, non doveva ricordare.
L'affetto che aveva ricevuto da lui, la bellezza dei giorni trascorsi insieme, appartenevano al passato. Il presente, era di dolorosa solitudine...sapeva ciò che desiderava. Il piacere fisico era all'ultimo posto dei suoi pensieri...voleva solo...di nuovo, il bene che aveva trovato con lui. Quelle braccia che sapevano di vaniglia calda, in cui avrebbe potuto immergersi per ricevere conforto...quella bocca dal sapore tanto buono, che poteva cancellare ogni traccia di tristezza...avrebbe dovuto rinunciarci, ora che...erano di nuovo lì.
'Perché poi?'
sbirciò Rukawa, che ancora fissava la nave.
'Perché lui vuole così...'
si rispose, scuotendo la testa.
"Ciao volpino, ci vediamo a scuola"
Hanamichi non lo guardò, mentre si voltava...altrimenti non sapeva se sarebbe riuscito a dirgli addio...
Il cemento del molo spariva veloce sotto i suoi passi, le ombre delle gru velavano solo un momento la sua vista, scemando veloci come la vita di una stella cadente...solo le onde del mare rumoreggiavano, infrangendosi contro la banchina.
'Non mi sta seguendo'
Ridacchiò...che altro poteva aspettarsi, da lui? Avevano condiviso una passione...ma ormai era il momento di dimenticare. Si massaggiò le spalle, aveva proprio voglia di una bella rissa con lui.
"Chi credete che io sia, il più..."
La sua canzoncina era quello che ci voleva, per dimenticare le sue mani fresche sulla sua pelle, quelle lunghe dita affusolate che...gli stavano carezzando la pelle del collo, con riverenza.
Hanamichi si fermò, incredulo. Quelle mani ora si spostavano sulle sue guance, saggiando la consistenza della sua pelle, blandendogli le gote che iniziavano ad arrossarsi...
Il volpino appoggiò il petto alla sua schiena, tirandolo piano contro di sé...posò il mento alla sua spalla, baciando il tessuto della felpa, inspirando l'odore della sua pelle mischiato a quello del sole...con un movimento fermo ma gentile, gli fece ruotare un po' il viso, portando i due volti a toccarsi...poteva vedere i suoi occhi spalancati, la sua bocca fremente...
"Nell'ofuro, ti avevo detto che qui a Yokohama ci avremmo pensato, ricordi? Credevi davvero ti avrei lasciato andare?"
"Ru..."
"Chiudi gli occhi..."
Hanamichi annuì...non sentiva più alcun rumore, tutto si era cristallizzato, in attesa...le labbra del volpino si posarono sulle sue, gentili, prima di allontanarsi.
"Ru..."
"Forse quella di limitarci alla crociera non era una buona idea, non trovi?"
Il rossino si rigirò fra le braccia della volpe, un sorriso dolcissimo sulle labbra appena baciate:
"Possiamo rimediare...trasformarlo in un inizio, senza una fine..."
"Anche se ho parlato molto, in viaggio, non sono bravo con le parole, lo sai...però volevo chiederti se...vorresti essere ancora il mio compagno...e...che io sia il tuo?"
Rukawa accennò un sorriso...aveva fatto le cose per bene...il rossore delizioso sulle sue gote era una visione impagabile...
"Sei una volpe romantica...non lo sapevo"
Il moro annuì, stringendolo a sé...Hanamichi non si oppose, lasciandosi attirare fra le sue braccia...presto, avrebbe scoperto altri adorabili lati nascosti, del suo ragazzo...

Fine



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